Intervista ai Death of Guitar Pop, attuale avanguardia 2 tone ska (ita/eng)

I Death of Guitar Pop dopo l'uscita del loro primo album 69 Candy Street

I Death of Guitar Pop sono una band che si pone a metà strada tra il 2 tone e il Britpop, li avevamo già elogiati e intervistarli è stata una gioia. A differenza di molti altri “sottogeneri” legati allo ska, trovare band 2 tone contemporanee realmente interessanti è difficile, ma i Death of Guitar Pop rappresentano una piacevole eccezione. Il loro primo album 69 Candy Street ne è una dimostrazione, e non è da meno la loro attitudine. Abbiamo approfittato della loro felice reazione alla nostra recensione di 69 Candy Street per chiedergli un’intervista.

The english version of Death of Guitar Pop interview is below.

Nel giro di poco tempo i Death of Guitar Pop si sono formati come band, hanno dato vita a 69 Candy Street e si sono fatti apprezzare dalla scena ska internazionale. Adesso avete una grande responsabilità: tutti si aspettano tanto da voi. Come è cominciato tutto questo?

Penso che il punto fondamentale sia stato il nostro singolo di debutto, Rickety Old Train. A essere onesti, quel singolo ci ha esaltato al punto da farci trovare l’energia e la fiducia per andare avanti. In contemporanea c’era nell’aria un certo desiderio di 2 tone, che noi siamo riusciti a soddisfare immediatamente attraverso un po’ di arroganza alla Madness, faccia tosta, autoironia e coraggio. La scena ska ci ha accolto a braccia aperte, e quindi continueremo ad andare avanti: il secondo album è quasi pronto.

Che cosa significa il nome Death Of Guitar Pop?

È un nome ironico, mi è venuto in mente di usare questo perché sia io (Silky, ndr) che Top Kat avevamo due gruppi indie, entrambi si sono schiantati e sono bruciati definitivamente (in italiano Death of Guitar Pop significa “Morte della chitarra pop”, all’incirca, ndr).

È evidente il vostro legame con i Madness. Dalla vostra musica però vengono fuori molte altre influenze legate soprattutto al Britpop anni ’90. C’è un gruppo che vi ha ispirato particolarmente per quanto riguarda questo genere?

Amiamo tantissimo il Britpop, di questa ondata citiamo soprattutto i Blur (che vengono dall’Essex, come noi!), che ci hanno ispirato molto nello stile e nel suono. Non possiamo poi dimenticarci delle basi del Britpop con le quali siamo cresciuti, come gli Oasis, i Suede, i Pulp e tanti altri di quel periodo. Vedere le band Britpop in alcune trasmissioni televisive degli anni ‘90 come TFI Friday e Top Of The Pops è un ricordo importantissimo della nostra giovinezza.

Ci sono invece nei vostri ascolti artisti “inaspettati” che poco c’entrano con la musica che fate?

Certamente! I Limp Bizkit e gli Abba fanno sicuramente parte di questa categoria. Top Kat ama gli Slayer, e Jonny è anche un dj techno…per quanto riguarda i generi musicali siamo come le Bassett Allsort (caramelle gommose molto variegate, ndr), quando peschi non sai mai quale capita!

A differenza di altri filoni musicali legati allo ska, quello del 2 tone sembra essere meno replicabile, ma voi siete una piacevole eccezione. Com’è nato questo legame?

Il 2 tone è nel mio sangue. Mio padre mi passò una videocassetta dal titolo Divine Madness, quando avevo soltanto 5 anni. Amai subito Suggs e cominciai a vedere quei filmati in modo ossessivo. Cercai di replicare i passi di danza, facendo mia ogni singola parola dei testi. Ora siamo sempre allo stesso punto: attualmente ho 30 anni ma provo quella stessa passione e adesso sono io a essere il cantante di una band ska, come allora lo era il mio idolo.

Dopo l’uscita dell’album, avete cominciato a girare per fare concerti. Ultimamente so che vi siete esibiti a Camden, come sono andate queste prime apparizioni?

Sono state grandiose. Il nostro debutto è stato all’Oslo, Hackney London, ed è stato speciale anche perché tante persone sono partite da tutta l’Inghilterra per venire a vederci. Sentivo che era l’inizio di qualcosa di speciale, la nascita di un piccolo movimento. Con tutti e 9 i componenti della band, il live è andato benissimo, è stato folle.

Avete collaborato con Neville Staple per Suburban Ska Club, raccontateci come avete fatto a contattarlo e com’è stato lavorare insieme.

La moglie di Neville, Sugary, ci contattò inizialmente su Facebook per suonare al Festival da lei organizzato, Skamouth (un Festival stupendo che consiglio a tutti gli appassionati di Ska!). Quando stavamo ultimando il nostro primo album 69 Candy Street ci accorgemmo che sarebbe stato perfetto inserire lì una voce importante per la musica ska, e Neville era perfetto. Così abbiamo usato i contatti che avevamo e nel giro di poco di poco tempo Neville era lì con noi a cantare Skinhead Reggae…leggenda!

Ultima domanda: cosa vuol dire per voi oggi far parte di una cosiddetta sottocultura, nata in contesti temporali diversi?

Siamo fieri di essere associati sia alla sottocultura mod che a quella skinhead. Siamo profondamente legati a entrambe queste scene, di cui amiamo la musica, lo stile e – la cosa più importante – le persone, e il senso di comunità che le caratterizza non è secondo a nulla. Lunga vita ai mod e skinhead!

 

ENGLISH VERSION

In a short time Death of Guitar Pop grew up as a band and released the beautiful 69 Candy Street. Many people in the international ska scene love you and now you have a big responsibility: everyone expects good things from your future. How did this happened?

Well, I think we just hit the ground running with our debut release Rickety Old Train to be honest which hugely excited and inspired us to just keep the momentum up from the start. There was clearly a demand for a 2 Tone revival band and we filled that void almost instantly with a catchy banger, some Madness esque swagger and some budgie smugglers! We’ve been welcomed with open arms by the ska scene so therefore we will keep delivering for it, the second album is well underway already.

What does the name Death of Guitar Pop mean?

It was a tongue in cheek name I came up with after both mine and Top Kat’s previous indie band’s had crashed and burned.

We know you really love Madness, but it’s obvious you have many other influences as britpop. Can you tell us which are some of this?

We love Britpop, we’ve been particularly inspired by Britpop era Blur (who are fellow Essex boys!) in both our sound and style. You can’t beat the anthemia of Brit Pop, we grew up listening to Oasis, Suede, Pulp and many more from that era. Watching the Britpop bands on show’s like TFI Friday and Top Of The Pops in the 90’s was a huge part of my childhood.

Is there some “unexpected” music you love?

Yes! Limp Bizkit and Abba are a couple of my curve balls, Top Kat’s loving a bit of Slayer at the moment too, Jonny’s also a techno DJ….we are a right bunch of Bassett’s Allsort’s when it comes to our music taste!

2 tone music is a strange one: unlike rocksteady and ska, it doesn’t seem to be replicable. Everything that’s similar to 2 tone and isn’t part of the “golden years” of 2 tone doesn’t seem to be very good. Death of Guitar Pop are a nice exception. How did became close to 2 tone music?

I think 2 Tone is in my blood. My Dad handed me a VHS titled Divine Madness when I was just 5 years old, I instantly idolised Suggs and obsessively watched that tape over and over and over….replicating the dance moves, belting every word…it’s all come full circle now I’m 30 and following the same path as my childhood hero in fronting a ska band.

After the release of 69 Candy Street Death of Guitar Pop Started with gigs. How were these first performances?

They were awesome. Our debut show at Oslo in Hackney London was a real special one, we had people travelling from all over the UK to witness the first gig. It really felt like the start of something special, a mini movement already. With the full 9 piece band, the show’s are just one big fucking party! It really is the nuts.

The featuring with Specials’ Neville Staple is a good one. How did it born?

Neville’s wife Sugary initially reached out to us on Facebook about playing at the festival she organises Skamouth (a great, great weekend by the way – i’d recommend it to all fans of ska music!).
When we were putting the finishing touches on our album, we wanted to get some old skool toasting on our tune Suburban Ska Club and knew that Neville would be perfect…we got in touch with Christine to ask Neville the question and within a few days he was down in Essex screaming Skinhead Reggae at the top of his voice…..what a pair of legends!

The last question: what’s the feeling in being part of something called “subculture”? Are you close to some particular “scene”?

We are very proud to be so closely associated to both the skinhead and mod subcultures. We are huge fans of both scenes, we love the music, the fashion and most importantly the people, the sense of community within both subcultures is second to none. Long live the skinheads and mods.