Intervista a Roy Ellis aka Mr. Symarip (ita/eng)

Roy Ellis aka Mr. Symarip

In occasione di Partirò per Bologna, evento di cui ho già raccontato, ho avuto modo di intervistare la leggenda dello Skinhead Reggae Roy Ellis aka Mr. Symarip.

The english version of Roy Ellis aka Mr. Symarip interview is below.

Grande serata! Ci siamo divertiti tantissimo, il concerto è andato bene e c’era un gran feeling tra te e il pubblico. Eri mai stato a Bologna prima d’ora?

Sì, ero stato al Lab Crash con un’altra band che si chiamava Radio Maroon, sempre da Roma, sono passati cinque anni! Anche loro erano un bel gruppo.

Il tuo primo singolo è incredibile, ed è stato bello scoprire i nomi di chi lo registrò con Mr. Symarip: leggende del calibro di Ernest​ ​Ranglin,​ ​Georgie​ ​Fame​ and​ ​Rico Rodriguez. Ci puoi dire qualcosa su di loro? Cosa ricordi di quella prima registrazione?

Nel 1963 incontrai un uomo che era alla ricerca di giovani talenti, Sonny Burke. Io avevo scritto due canzoni, una era Another Man, l’altra era Mr. Wang, la versione strumentale. Apprezzò le due tracce e mi portò in studio per registrare, lì incontrai tutti i musicisti. Non li conoscevo prima, ma posso dirti che quello fu il giorno in cui la mia carriera prese vita.

Che cosa significò per te l’esplosione della musica giamaicana negli anni ‘60 nel Regno Unito?

Come adolescente, in quel periodo, ero vicino a gran parte dei cantanti e musicisti giamaicani, andavo in giro con i sound systems, facevo toasting, cantavo, ballavo e così via. Per me significò tantissimo perché fu quello il modo attraverso cui entrai a far parte del business musicale.     

Il nome Mr. Symaryp ci fa pensare ad un tipo di musica che amiamo, ma anche alle sottoculture inglesi, in particolare agli skinheads, che ti hanno sempre amato tantissimo. Ti sei mai considerato uno di loro? Come è nata l’espressione Skinhead​ ​Reggae?

Sono stato il primo skinhead nero in Inghilterra. Gran parte dei miei amici erano bianchi, amavano la musica giamaicana ed insieme andavamo in giro con i nostri scooter, così mi sono unito alla sottocultura skinhead, diventando il primo nero a fare una scelta di questo tipo. Mia madre, e molte altre persone, mi dicevano di stare lontano da quella gente perché “Ti uccideranno perché tutti loro son razzisti”. Io gli rispondevo dicendogli che non era così, anche perché tutti loro ascoltavano la musica giamaicana, ma molti sembravano non capire questa sottocultura. L’espressione Skinhead Reggae nacque alla fine degli anni ‘70; i Symaryp presero lo ska, il rocksteady e la musica reggae, mixandoli tra di loro per arrivare a quel sound. Così nacque lo Skinhead Reggae.

Che ci dici a proposito dello stile?

La musica che canto da anni ed anni è quella nello stile dei Symaryp, ed io sono l’originale, il mio modo di vestire è parte di me, cerco sempre di apparire bene sul palco, sempre! Molte persone mi conoscono per questo, c’è addirittura chi non viene ai concerti per la musica ma solo per vedere come sono vestito.

Circa dieci anni fa hai ripreso a suonare per merito di Laurel Aitken. Eravate amici? Ci puoi dire qualcosa su di lui?

Laurel era una persona fantastica in tutti i sensi, è stato lui che mi ha scoperto quando stavo con i The Bees, era il nostro produttore, dopo Eddy Grant. Poco prima di morire mi diede il nome di Roy Ellis aka Mr. Symarip, era un mio grande amico. Ha dormito a casa mia ed io nella sua, abbiamo mangiato insieme e riso insieme. Era un grande uomo!

Skinhead​ ​Moonstomp è probabilmente l’album più importante tra quelli che hai registrato. È vero che è nato da una jam tra musicisti?

Sì, è vero, Skinhead Moonstomp era una jam session, eravamo tutti in grande forma quando l’abbiamo registrato. Quell’album è diventato una leggenda, nel 2018 compirà 49 anni e ed è ancora attuale. Il 15 Settembre scorso è uscito nuovamente negli stores Trojan/Secret Records UK, per la nona volta in 48 anni.

Secondo te c’erano degli aspetti politici nella scena skinhead, oppure al centro di tutto c’erano la musica, lo stile e la cultura?

Non so nulla a proposito degli aspetti politici nella mia scena, non so risponderti precisamente, per quanto mi riguarda non mi sono mai occupato degli aspetti politici. Mi considero soltanto un perfomer.

Mr. Symarip è tra i protagonisti della scena ormai dagli anni ‘60: hai sicuramente visto molte generazioni di giovani alternarsi sotto i palchi. Secondo te il modo di ballare è sempre lo stesso, oppure si è modificato negli anni?

Non è cambiato molto in questi anni, ho viaggiato per tutto il mondo e posso dirti che più o meno tutto è rimasto lo stesso. I ragazzi vengono alle mie serate, vogliono ballare, bere e divertirsi con la mia musica, ed alla fine di tutto questo tornare a casa ed aspettare il mio prossimo show: è tutto quello che ti posso dire.

» Leggi il live report del concerto di Roy Ellis aka Mr. Symarip: “Un concerto entusiasmante, la voce di Symarip, il suo look e la sua storia fanno di lui una delle figura più affascinanti nella storia di quella musica giamaicana che ha saputo costruire un incantevole ponte con la “madrepatria” inglese, un ponte che ha dato vita a stili, musica ed attitudini che continuano ad influenzarci ancora oggi, e probabilmente lo faranno per sempre.

 

ROY ELLIS AKA MR. SYMARIP INTERVIEW

What​ ​a​ ​night!​ ​We​ ​really​ ​enjoyed​ ​it,​ ​there​ ​was​ ​a​ ​great​ ​feeling​ ​between​ ​you​ ​and​ ​the audience.​ ​Did​ ​you​ ​ever​ ​been​ ​in​ ​Bologna​ ​before?

Yes I’ve been I Bologna before at Laboratorio Crash, with another band called Radio Maroon also from Rome that was for 5 years ago! Also a great Band.

Your​ ​first​ ​record​ ​is​ ​a​ ​beautiful​ ​one,​ ​and​ ​it’s​ ​incredible​ ​to​ ​see​ ​the​ ​other​ ​names​ ​that recorded​ ​with​ ​Mr. Symarip ​in​ ​1963:​ ​legends​ ​as​ ​Ernest​ ​Ranglin,​ ​Georgie​ ​Fame​ and​ ​Rico Rodriguez.​ ​Can​ ​you​ ​tell​ ​something​ ​about​ ​them?​ ​What​ ​do​ ​you​ ​remember​ ​about​ ​that record?

Well I’ve met a guy called Sonny Burke in 1963 who was looking for young talent, so I’ve written 2 songs, one is called Another Man, and other, Mr. Wang instrumental, and he liked the two song that I’ve written, then he bring me in the studio for recording, that how I’ve met  all the Musicians. I didn`know them before, and from there on my music career takes off up till this day, and that’s how it was!

What​ ​did​ ​the​ ​jamaican​ ​music​ ​explosion​ ​in​ ​UK​ ​in​ ​the​ ​‘60​ ​meant​ ​for​ ​you?​ ​For​ ​us​​ ​that​ ​period​ ​is​ ​something​ ​magic.

Well as teenager in those days I was around most of Jamaican singers and musicians, traveling around with the sound systems, doing toasting, and singing dancing etc. It ment a lot for me because that’s how I started in the music business.

The​ ​name​ ​Mr.​ ​Symaryp​ ​reminds​ ​us​ ​to​ ​music​ ​we​ ​love,​ ​but​ ​also​ ​to​ ​british​ ​subcultures, particularly​ ​to​ ​skinheads,​ ​that​ ​always​ ​loved​ ​you​ ​so​ ​much.​ ​Did​ ​you​ ​ever​ ​consider yourself​ ​a​ ​skinhead?​ ​How​ ​did​ ​the​ ​expression​ ​​Skinhead​ ​Reggae​​ ​born?

Back in the day I was the first every black skinhead in the UK. Most of my friends was white, and they loved Jamaican music, I used to ride around with them on my Scooter so I joined the skinhead subcultures as the first black skinhead in the UK. My mother and many people used to say to me keep away from those white boys “They will kill you because they are all racist”. I said no they not racist, they loved Jamaican music, but up the this day people don’t seem to understand the subculture. The name Skinhead Reggae was born in the late 70’s. Symarip took the ska, rocksteady, and reggae music and combine them together to give that sound. And that’s how Skinhead Reggae was born!

What​ ​about​ ​the​ ​stile?​

The music that I performed with for years and years, it’s Symarip style of music, and I’m the original, all my style dressing is a part of me, I always tried to look cool on stage, always! Many people knew me for that, also people always come to the concerts not only for the music, but to see what I’ll be wearing.

About​ ​then​ ​years​ ​ago,​ ​you​ ​started​ ​to​ ​sing​ ​again​ ​thanks​ ​to Laurel​ ​Aitken.​ ​Were​ ​you​ ​friends?​ ​Can​ ​you​ ​tell​ ​something​ ​about​ ​him?

Well Laurel was a cool guy in all ways, he was the man discovered me when we was called The Bees, he was our producer, after Eddy Grant! Just before he died he gave me the name Roy Ellis aka Mr. Symarip, he was my friend in every ways. I slept at his house, he slept at my house, we eat together, laugh together. Great man he was     

Skinhead​ ​Moonstomp​​ ​is​ ​probably​ ​the​ ​most​ ​important​ ​album​ ​you​ ​recorded.​ ​Is​ ​it​ ​true​ ​it born​ ​from​ ​a​ ​jam?

Yes, Skinhead Moonstomp was a jam session, and we were all high in the studio when we recorded that album. It turned to be a legend, next year it will be 49 years old and still actual. In the 15th September it’s out again for the 9th times in 48 years in the record stores on Trojan/Secret Records UK.

According​ ​you,​ ​there​ ​were​ ​some​ ​political​ ​aspects​ ​in​ ​skinhead​ ​scene,​ ​or​ ​everything was​ ​about​ ​music,​ ​style​ ​and​ ​culture?

Well I don`t know anything about any political aspect on my scene, so I can’t  really say, I don’t mix in political aspect. I’m just a performer.

Mr. Symarip is​ ​on​ ​the​ ​stage​ ​from​ ​the​ ​‘60​ ​’till​ ​now​: ​you’ve​ ​surely​ ​seen​ ​generations​ ​of guys​ ​and​ ​girls​ ​dancing.​ ​Have​ ​you​ ​seen​ ​a​ ​change​ ​or​ ​an​ evolution​ ​in​ ​the​ ​dance​ ​moves or​ ​does​ ​the​ ​crowd​ ​use​ ​to​ ​dance​ ​today​ ​in​ ​the​ ​same​ ​way​ ​as​ ​in​ ​the​ ​past?       

Well my friend nothing as change much over the years, I’ve travel all over the world and it all looked the same, they came to my show, they dance, they drink, the had a great time with my music, and after all that, they went home and wait for the next time to see me, that’s all I can tell you.

 

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