Georgie Fame: “Rhythm and Blue Beat”

Georgie Fame è un’artista inglese, da sempre legato e apprezzato dalla scena mod. E’ anche autore, assieme ai The Blue Fames, di un’EP dedicato allo Ska.

Georgie Fame

Georgie Fame, nato nel 1943 a Leigh, in Inghilterra, è stato una delle principali icone della scena mod anni ’60. Appassionato di pianoforte, fu influenzato sia dal Rythm and Blues che dal Jazz. Sembrava destinato a diventare operaio tessile, come suo padre. In effetti, da giovanissimo, comincia a lavorare in fabbrica ma è così bravo a suonare che a soli 16 anni, nel 1959, viene chiamato a Londra da un impresario che lo lancia nel mondo della musica.

Nel 1961 Georgie Fame diventa il leader dei The Blue Fames. La band sembra prestarsi molto meglio alle esibizioni dal vivo che alle registrazioni in studio. È per questo che, nel 1964, nello storico Flamingo, Georgie Fame and The Blue Fames registrano il loro album più importante, nonché uno dei primi album live della storia del rock: Rhythm and Blues at the Flamingo. Non era facile, in quel periodo, registrare un live, né renderlo fruibile per il pubblico. Anche per questo il disco assume particolare importanza.

La carriera di Georgie Fame si alternerà tra alti, bassi e alcuni apici, arricchendosi inoltre di preziose collaborazioni, come quella con i Van Morrison. Alcuni dei suoi pezzi più noti sono Yeh Yeh, Get Away, Ballad of Bonny and Clide, Somebody Stole My Thunder.

Rhythm and Blue Beat (1964)

Con i The Blue Fames Georgie Fame incise uno dei suoi album meno conosciuti: Rhythm And Blue Beat. Sia Georgie Fame che i The Blue Fames, infatti, amavano la musica giamaicana, al punto da ospitare nella loro formazione il trombettista Eddie Thornton, che pochi anni prima aveva suonato con Don Drummond. Inoltre, come abbiamo avuto modo di scoprire nella nostra intervista a Roy Ellis aka Mr. Symarip, Georgie Fame suonò l’organo nel primo singolo dell’artista giamaicano.
Rythm and The Blue Beat è un piccolo ma entusiasmante album. Georgie Fame dimostra di cavarsela benissimo anche con una musica che non è la sua, lo ska. L’EP è composto da due facciate, per un totale di quattro canzoni (tutte cover).

Il lato A contiene la celebre Madness di Prince Buster, e Tom Hark Goes Bluebeat, una cover di Tom Hark, pezzo di Jack Lerole, che nel 1980 sarà anche ripreso con successo dai The Piranhas.

Il lato B contiene il pezzo più ballabile: Humpty Dompty, cover dell’omonima canzone di Eric Morris and Drumbago. L’ultima traccia è una cover di Earl Curry, One Whole Year Baby.

Per approfondire consigliamo di ascoltare questa serie di puntate di RSI Radiotelevisione Svizzera a lui dedicate.

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